| 3° INDASTRIA FOTOFESTIVAL 2008 |
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| MOSTRE FOTOGRAFICHE 2008 |
Attraverso una attenta selezione da parte del comitato artistico del 3° Indastria Fotofestival sono stati selezionati alcuni artisti, associazioni e realtà che hanno avuto la possibilità di partecipare al festival con una propria mostra personale, un totale di 13 mostre che si vanno ad aggiungere al ricco programma del Fotofestival 2008.
Le Esposizioni sono permanenti per tutta la durata del fotofestival.
INGRESSO GRATUITO
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FOTOCLUB IL PUNTO FOCALE DI VICENZA
FRA BLUES E JAZZ E IMMAGINI MUSICALI
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Un estratto delle mostre "Fra blues e Jazz" di
Mauro Zanotto e "immagini musicali" di Antonio Matteazzi, Antonio Cunico, Mauro Zanotto e Federico Bevilacqua è il lavoro presentato al fotofestival 2008 da alcuni membri del Fotoclub "Il Punto Focale" di Vicenza.
Immagini di qualità per una mostra fotografica di grande stile.
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ANTONIO DANIELI
NEL CUORE DI CUBA |
Nato a Nardò (LE) nel 1963, comincia a fotografare da autodidatta rubando una Kodak Retinette IA al padre e frequentando le grotte di nascosto dalla madre. Due grandi passioni, la fotografia e la speleologia, che sviluppa nel tempo e divengono l’una ispiratrice dell’altra.
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Nel 2000 si avvicina e si appassiona alla fotografia tridimensionale presentando il suo primo diaporama stereoscopico nel 2002 in occasione del congresso internazionale di speleologia “Montello 2002”. Negli anni a seguire cavalca le nuove tecnologie digitali e realizza con Virtualgeo diverse mostre e manifestazioni stereoscopiche tra le principali “3Diga Vajont ”presentata a Erto 2006 e al Museo di Storia Naturale di Torino 2007 ed il “Il Corridoio 5” presentata alla fiera campionaria di Pordenone nel 2007.
Nel 2002 inizia anche una intensa e proficua collaborazione con la Sociedad Espeleologica de Cuba che si concretizza in diverse mostre e proiezioni stereoscopiche tra Italia e Cuba.
Mostra fotografica
“Nel Cuore di Cuba” è un reportage fotografico delle più interessanti aree e cavità carsiche cubane.
Le stesse immagini saranno presentate con una proiezione stereoscopica polarizzata la sera del 24 ottobre alle ore 21 alla quale presenzierà l’autore. |
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ISFAV
RACCOLTA DI FOTOGRAFIE DEGLI STUDENTI |
Isfav, istituto superiore per la fotografia e le arti visive di Padova presenta al Fotofestival una selezione di fotografie realizzate dai propri studenti durante i corsi. Una panoramica quindi attraverso gli scatti che hanno fatto "scuola". |
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UMBERTO VERDOLIVA
STREET PHOTOGRAPHY
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Le immagini di Verdoliva parlano
della strada...sempre in giro con
la fotocamera, con occhio curioso,
ha osservato la vita, immortalando
momenti che ogni giorno passano
veloci sotto i nostri occhi...
Il fotografo è attratto intensamente
ed emotivamente dalla quotidianità,
nelle sue diverse dimensioni
espressive, estemporanee,
insignificanti, divertenti,
misteriose, curiose... |
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| attraverso due
elementi quasi sempre presenti nelle
sue immagini: la luce e le ombre,
dal loro contrasto fa far risaltare
una parte dell’uomo e il suo ambiente
urbano, in cui vive e articola le
attività, con discrezione e con una attenta ricerca
dell’eleganza compositiva. |
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LORENZO LINTHOUT
L’INCOMUNICABILITÀ COME RITRATTO URBANO METAFISICO |
L’incomunicabilità,
l’indicibilità del reale,
la solitudine metafisica
del soggetto, sono temi
onnipresenti di questo secolo.
Ciascuno ha adentro di se un
suo mondo di cose; quindi,
l’alienazione, l’assurdo e
l’inettitudine che dominano
il panorama di fronte a una
società in decadenza, incapace di costruire e di
proporre dei valori, hanno posto il fotografo come
coscienza giudicante, |
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spettatore ironicamente
distaccato, talvolta provocatorio, talvolta a
rispondere con l’afasia, con il silenzio oppure
con la decostruzione. La realtà del nostro secolo è varia, caotica, confusa. Frastorna l’uomo con un
mosaico di possibilità mentali e si reagisce con il
disorientamento, la solitudine che deriva dal non
riuscire a ricostruire i frammenti impazziti del
proprio ventaglio interiore. |
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FRANCESCA VEZZANI
LABIRINTI |
L’uomo che viaggia e non conosce ancora la città
che lo aspetta lungo la strada, si domanda come
sarà la reggia, la caserma, il mulino, il teatro,
il bazar. In ogni città dell’impero ogni edificio è differente e disposto in un diverso ordine: ma
appena il forestiero arriva alla città sconosciuta
e getta lo sguardo in mezzo a quella pigna di
pagode e abbaini e fienili, seguendo il ghirigoro
di canali orti |
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immondezzai,
subito distingue quali sono
i palazzi dei principi,
quali i templi dei grandi
sacerdoti, la locanda,
la prigione, la suburra.
Cosí - dice qualcuno - si
conferma l’ipotesi che ogni
uomo porta nella mente una
città fatta soltanto di
differenze, una città senza
figure e senza forma, e le città particolari la
riempiono. (Italo Calvino) |
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ROBERTO ROBERTI
Tracce di Follia |
Le fotografie di Roberti
documentano lo stato di abbandono
di alcuni storici manicomi e
manicomi criminali chiusi dopo
la legge Basaglia di cui questo
anno ricorre il trentennale. Lo
stato di abbandono delle strutture
congiuntamente all’utilizzo del
bianco e nero rendono bene la
drammaticità delle storie di
solitudine e dolore che si sono
consumante in questi ospedali
psichiatrici. |
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FILIPPO SCARPI
SCAENA DUCTILIS |
L’isola del Lido si presenta come una lunga e
sottile striscia di terra a sud-est di Venezia , un
confine naturale con il mare Adriatico.
In controcampo, a chiudere il bacino lagunare,
a nord-ovest dell’ isola marciana, un confine
artificiale: l’ insediamento industriale di porto
Marghera. Entrambi manifestazioni dei fantasmi di
epoche ormai scomparse, si offrono come simulacri
in disfacimento dello zeitgeist di due mondi
obsoleti. |
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L’uno (l’isola del Lido) attraverso
frammenti di terra a contatto con l’ acqua, sui
quali un tempo si svolgeva la vita
mondana estiva dei veneziani: gli
hotel, il casinò, il palazzo del
cinema, luoghi così bene raccontati e
fissati nell’ immaginario collettivo;
l’altro (porto Marghera) divenendo
memoria permanente di un tentativo
fallito: cercare di trasformare
la città lagunare in una città “normale”. |
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SERGIO DE PONTI
PAROLA D'ALBERO |
La natura ci parla e il fotografo traduce tutto in
immagini. Esce al mattino con un’idea in testa.
La foto ce l’ha già ben stampata in
mente. La natura,il vento, il bosco
lo aiutano. L’ albero fa muovere le
sue foglie e lo invita ad entrare
in contatto con lui. Il sole dipinge
colori con pennellate di luce. Il
fotografo è nel suo mondo, mette a
fuoco, preme il tasto e rende reale
la sua visione...
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È così che parte
questo progetto, tradurre in immagini
le sensazioni provocate da un idea
scritta: una poesia, un racconto, uno
stralcio di un brano, una strofa di
una canzone. Dipingere con uno scatto
fotografico le sensazioni che quelle poche righe
mi trasmettevano. |
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| SARA MUNARI |
Sara Munari sorride attraverso le sue foto, rappresenta una quotidianità attraverso una specifica ricerca di ciò che la normalità non vede. Una mostra fotografica attraverso scatti di qualità, incastonati da unaa vena ironica...
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| DANILO MARASCHI |
Danilo Maraschi documenta
i momenti di incontro, di
lavoro, di progettazione,
di convivialità di “I Care”,
Associazione Onlus di Treviso. “I Care” è un associazione di
volontariato che realizza azioni
di cooperazione internazionale
con alcune realtà dell’Africa
sub-sahariana direttamente conosciute dai
suoi soci.Propria caratteristica è la stretta
collaborazione in tutte le attività e iniziative
con le associazioni di immigrati |
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presenti nel
territorio trevigiano proprio per l’importanza che
ricoprono per quanto riguarda la mediazione e come
fonti di informazioni sulla realtà dei paesi che
rappresentano.
“AFRO NORD-EST”, quindi, vuole raccontare la storia
di uomini e donne che vivono e sentono il cuore
del mondo. |
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| GIONATA CONFENTE |
Questa mostra è un invito ad affrontare una
passeggiata nel bosco, la scelta delle fotografie,
la sequenza e l’allestimento della stessa sono
pensate per dare la possibilità al visitatore di
confrontarsi con immagini in un percorso che va da
ampi e panoramici spazi al fitto interno bosco per
poi ritornare verso orizzonti aperti.
Una chiave di lettura interessante,
indipendente dal giudizio sulla
qualità tecnica e di composizione
delle immagini , potrebbe
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essere
quella di paragonare metaforicamente
il percorso nel bosco ad un viaggio
verso la propria interiorità, offrendo
uno stimolo alla riflessione personale
sul tema del proprio rapporto con la
natura attraverso l’analisi delle
proprie sensazioni che il confronto
con le fotografie permette. |
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| DANIELE DAL MONTE |
Daniele dal monte guarda il mondo attraverso una lente, esplora la terra attraverso la sua flora e scopre animali dai colori straordinari e dalle forme sinuose.
Una mostra di macrofotografie impeccabili, un viaggio nel micromondo...
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